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2004: Il sogno locarnese di Bud Spencer

Ermanno Olmi e Bud Spencer al Festival del film Locarno, 2004

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Era il 9 agosto del 2004. E lui era lì, sotto i tendoni bianchi del Forum. Con la sua postura imponente ma gentile, la barba folta di sempre e un bastone ad accompagnare il passo, mentre di fronte si era già radunata la folla del pubblico festivaliero. Per Bud Spencer, ma non solo. Accanto a lui, a formare una delle coppie più insolite del cinema italiano, c’era il regista che l’aveva appena diretto nel film Cantando dietro ai paraventi. Ermanno Olmi, Pardo d’onore Swisscom di quell’edizione, l’autore che era stato capace di traghettare quel “gigante dai cazzotti bonari” in un vecchio capitano di vascello dal fascino piratesco. Tanto che dopo aver raccontato le vicissitudini di quell’esperienza, con quel fare sornione e gli occhi strizzati, il buon Bud l’aveva buttata lì: l’idea di un sogno con cui avrebbe voluto coronare la carriera. «Dobbiamo solo cercare un regista autorevole come Olmi, ma è da un po’ di tempo che io e Terence Hill abbiamo in mente di trasformarci in Don Chisciotte e Sancho Panza per fare un film che si limiti a una rilettura comica». Naturalmente, come sanno tutti gli appassionati, il cinema è pieno di “Don Chisciotti” mancati, per i “mulini a vento” di quella sorta di maledizione che ha toccato tanti grandi autori nel momento in cui hanno cercato di portare il capolavoro di Cervantes sul grande schermo. E così anche il sogno di un “Sancho Panza” Bud Spencer, dopo quel flash locarnese, è rimasto tale. Un sogno. Anche se poi, a pensarci bene e a posteriori, lui e Terence Hill, in tutti i loro film in coppia, non sembrano aver fatto altro.

Lorenzo Buccella

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